L’immagine forse meglio adattabile è quella di un piccolo forziere adagiato fra i monti: è così che Scala potrebbe imprimersi nella fantasia dei turisti. Un forziere con i suoi tesori di sapori e profumi, di boschi passati dalle stagioni, di vedute e percorsi naturali.
Piccola, raccolta come in una preghiera perenne intorno alle numerose Chiese, è posizionata quasi al centro della parte più alta della catena dei Monti Lattari; antica ed umile, e timido ma bellissimo balcone di boschi e vette che guardano Ravello.
Una terrazza fiorita, un belvedere di rocce e monumenti, di castagneti e mulattiere, di case abbracciate alle montagne con occhi di muri e tetti.
Un forziere pieno di piccoli doni, di sorprese che vanno dall’incanto di un panorama ai silenzi sterminati nelle varie frazioni, cinque per l’esattezza: Pontone, Minuta, Scala centro, S. Caterina e Campidoglio. Ognuna delle frazioni, abbarbicate ad altezze diverse, apre uno scenario variegato di vita e tradizioni, di racconti e monumenti: il forziere si spalanca rendendo fruibile il proprio contenuto, ogni “ prezioso” ha un nome, una via quasi sempre in salita ed una Chiesa.
E leggende.