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Ecco, non potrebbe mai esserci solitudine in tanta bellezza.

L’unico sforzo richiesto a chi arriva per la prima volta o a chi torna con lo stesso senso di stupore del compagno pioniere, è di lasciarsi andare, di scegliere una direzione e non fermarsi a quella, di contenere con uno sguardo, e poi con una sensazione o con un gesto d’amore, ciò che questa terra può offrire.

   
 
 
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23-24 luglio - Settimo Convegno di Studi: Sulla scia di San Pantaleone da Nicomedia, i Santi Giorgio ed Eustachio, Milites Christi, in terra amalfitana

Nel complesso e multiforme santorale della Chiesa Amalfitana, il culto rivolto ai modelli di santità militare trovò un’ampia diffusione, attestata sin dai secoli dell’Altomedioevo. È ciò perché nelle aree romaniche, ma anche nei territori interni del meridione d’Italia, l’influenza dei culti di origine greco-bizantina avevano trovato un terreno assai fertile per il loro sviluppo, al punto che S. Michele Arcangelo fu particolarmente caro alla casta militare longobarda che ne vedeva la trasfigurazione cristiana del loro antico dio guerriero Wotan. Proprio il culto dell’archistratega risultò uno dei più diffusi nei territori dell’antico ducato medievale di Amalfi, attraverso la dedicazione di chiese, monasteri ed ospedali a partire dal X secolo. Insieme al culto micaelico la documentazione superstite, così come le testimonianze artistiche e architettoniche, dimostrano l’esistenza di una devozione particolare per altri santi del mondo militare quali Teodoro, Demetrio, Sebastiano, Pancrazio, Felice, Fedele, Giorgio ed Eustachio. A questi ultimi due, il primo di origine orientale e l’altro romano, è dedicato il convegno di studi: “Sulla scia di San Pantaleone da Nicomedia”. I Santi Giorgio ed Eustachio, Milites Christi, in terra amalfitana”, che si terrà il 23 e 24 luglio 2010, presso la Pinacoteca del Duomo di Ravello. Un appuntamento culturale insistente ormai da sette anni nella frivola e mondana estate ravellese e che rinnova puntualmente il legame con le origini cristiane della nostra terra. Anche quest’anno – per chi ha consuetudine con il convegno ravellese – l’attenzione sarà rivolta a diversi ambiti disciplinari: agiografico, storico, storicoartistico, letterario e medico, permettendo così un’osservazione scientificamente pertinente di un fenomeno molto complesso e controverso come la santità. La tematica storico – cultuale legata a S.Giorgio sarà affrontata dal prof. Guglielmo de’ Giovanni Centelles, accademico pontificio, che si occuperà di “San Giorgio e il Mediterraneo”, dal dott. Salvatore Amato “Culto medievale di San Giorgio in Campania”, mentre quella relativa a Sant’Eustachio da Mons. Pietro Amenta “Eustachio dalla nobiltà del sangue alla nobiltà della fede”, dal prof. Armando Santarelli “Dalle armi alla Croce: profilo Agiografico di S. Eustachio Martire” e dalla dott. Teresa Colamarco “Pievi e parrocchie tra Medioevo ed Età Moderna: S. Eustachio di Montoro, Membro dell’AIPD (Associazione italiana dei Paleografi e Diplomatisti). Strettamente legato a quest’ambito è anche il contributo di Don Luigi De Martino “Le figure di S. Giorgio e di S. Eustachio nella tradizione innografica liturgica”. Le connessioni del culto dei due santi militari con l’ambiente culturale, artistico, sociale e politico dell’area amalfitana sarà ben definito dagli interventi del prof. Giuseppe Gargano “S. Giorgio, S. Eustachio e la cavalleria amalfitana medievale”, della dott.ssa M. Carla Sorrentino “La chiesa di S. Eustachio a Pontone: architettura, programma decorativo e riuso”, del dott. Antonio Braca “La visione di S. Eustachio nella pittura fra Quattro e Cinquecento a Napoli e in Costa d’Amalfi” e dagli studiosi che si occuperanno di un capitolo fondamentale della storia del culto del militare romano: il patronato sulla famiglia locale dei D’Afflitto. Secondo una tradizione familiare, codificata alla fine del Cinquecento da Marino Frezza nel suo De subfeudis baronum et investituris feudorum, Eustachio sarebbe il capostipite della famiglia D’Afflitto, che lo onorò in patria e nelle città dove operava con chiese, manufatti artistici o solo portandone il nome. Della famiglia D’Afflitto e dei suoi patronati si occuperanno il prof. Maurizio Ulino “I D’Afflitto a Ravello e in Italia, titoli e imprese ”, l’archivista Crescenzo De Martino “I D’Afflitto, principi di Scanno”, il prof. Luigi Buonocore “L’hospitium domorum della famiglia D’Afflitto nel contesto urbanistico della Ravello episcopale” e il prof. Antonio Milone “Sulla scia di S. Eustachio: committenza dei D’Afflitto in Costa d’Amalfi in età medievale”. L’analisi storico - artistica sarà completata dagli interventi dedicati a S. Giorgio con i contributi del prof. Vincenzo Pacelli “Il cavaliere S. Giorgio tra mito e Cristianità, del prof. Claudio Caserta “Il monastero e la chiesa di S. Giorgio in Salerno”, della dott.ssa Vittoria Camelliti “S. Giorgio e la protezione dei santi cavalieri nei Comuni e nelle Signorie dell’Italia centrosettentrionale” e del prof. Valentino Pace “S. Giorgio e la protezione dei santi cavalieri in Italia meridionale”. Dalla penisola italiana si passerà poi ad indagare il culto dei nostri santi nel mondo anglosassone con l’intervento del prof. Michele Ingenito “San Giorgio nella tradizione culturale inglese”, in area francese con la relazione del prof. Francois Widemann “Elementi per uno studio storico della devozione ai Santi militari Eustachio e Giorgio in Francia” e nel mondo russo di cui parleranno il dott. Michail Talalay “Evstafij, Astaf, Ostap: volti orientali di S. Eustachio” e la prof.ssa Maria Pia Pagani “Eroi russi in lotta contro il drago”. Non mancherà, infine, l’ambito medico con la puntuale riflessione del prof. Vincenzo Esposito “ E la gente credeva e moriva!…storie di draghi, droghe, miasmi e veleni”. Insomma, ancora una volta il campo d’indagine sarà davvero poliedrico e ciò perché, come giustamente è stato scritto, «ogni devozione, nuova o antica che sia, esprime infatti una molteplicità di significati, che dal piano religioso si elevano a rappresentare valori, vita sociale, orizzonti culturali ed ideali più generali, oltre che, più semplicemente, aspettative e bisogni di uomini e donne alle prese con una quotidianità difficile, in cerca di aiuto e conforto nelle incognite dell’esistenza».

 
 
       
   
 
 
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